Questa sindrome da isolamento sociale è stata definita sindrome di Hikikomori, termine giapponese che indica lo “stare in disparte” (da hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”). La prima definizione di Hikikomori si deve allo psichiatra T. Saito che, nel suo libro Hikikomori: Adolescence Without End, spiega il significato del termine Hikikomori:
"coloro che si ritirano completamente dalla società e rimangono nelle proprie case per più di sei mesi, con esordio verso la seconda metà dei vent'anni, e per i quali altri disturbi psichiatrici non spiegano meglio le cause primarie di questa condizione.”
Inizialmente si pensava che la sindrome dell'Hikikomori fosse limitata esclusivamente all’area geografica del Giappone, grazie a una maggiore attenzione per questo fenomeno, si è rilevato che si tratta di una difficoltà che accomuna tutte le civiltà economicamente sviluppate del mondo occidentale.
Un Hikikomori è una persona che vive un isolamento sociale volontario, per sfuggire a tutte le dinamiche sociali che causano pressioni.
Quella che, superficialmente, viene definita la “malattia di chi non esce di casa” si verifica soprattutto dai 14 anni in poi, anche se tende facilmente a diventare cronica e, per questo motivo, si possono riscontrare anche casi di Hikikomori adulti.
Diversi studi evidenziano poi come a rinchiudersi in casa e “isolarsi dal mondo” siano maggiormente i maschi che le femmine, con un rapporto che arriva al 4:1.
Come abbiamo visto, Hikikomori e adolescenza è il binomio principale che caratterizza il fenomeno dell’isolamento sociale volontario. Ma da cosa è dovuto il disagio degli Hikikomori?
La sindrome di Hikikomori ha una serie di cause che possiamo, per semplicità, suddividere in tre categorie:
Gli Hikikomori possono chiudersi in casa per paura, il loro ritiro è volontario e sono determinati a non voler vedere nessuno.
“Man mano che le applicazioni dei social media stanno diventando più popolari, gli utenti sono connessi più strettamente a Internet e il loro tempo trascorso con gli altri nel mondo reale continua a diminuire. I maschi spesso si isolano dalla comunità sociale per dedicarsi al gioco online mentre le femmine usano Internet per non essere escluse dalle loro comunicazioni online.”
Gli Hikikomori, anche se possono sperimentare attacchi d’ansia e sentirsi soli perché evitano qualsiasi rapporto sociale, possono essere soggetti anche ad attacchi di rabbia e avere comportamenti violenti.
Questo isolarsi da tutti, il non voler uscire di casa (e a volte nemmeno dalla propria stanza) è accompagnato spesso da apatia, dal rifiuto di frequentare la scuola e dalla dipendenza da internet, come sottolinea la ricerca condotta da un’equipe di studiosi nipponici in cui si evidenzia che:
Le conseguenze dell’Hikikomori possono incidere notevolmente sulla vita dell’adolescente che sta sperimentando un’emarginazione sociale attraverso l’autoreclusione.
Il non voler uscire di casa può provocare: